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20/5/2013

LUTTI

Addio a Carlo Monni, toscanaccio di “Berlinguer ti voglio bene”

Cantastorie, attore, toscanaccio impenitente, Carlo Monni da oggi non c'è più. Se ne andato dopo una lunga malattia (a 69 anni), lasciando quel mondo che per lui era fatto, da sempre, soprattutto di cinema, teatro e dei tanti personaggi rimasti memorabili sul grande schermo. Durante la sua carriera aveva lavorato con i più importanti registi del cinema italiano da Giuseppe Bertolucci (Berlinguer ti voglio bene) a Marco Ferreri (Chiedo asilo; Storie di ordinaria follia) da Francesco Nuti (Casablanca, Casablanca; Caruso Pascoski di padre polacco), a Mario Monicelli (Speriamo che sia femmina ) da Pupi Avati (Ultimo minuto) a Paolo Virzì (N (Io e Napoleone). Ma soprattutto aveva incontrato lui: Roberto Benignini, con il quale, fin dagli esordi, si era instaurato un sodalizio umano e artistico. A cominciare da Onda libera, la trasmissione radio con cui i due comici approdano su Rai 2, fingendo di disturbare le frequenze della Rai con una fantasiosa tv che trasmette da "una stalla di Capalle". Poi nel 1978 c'è stato Vita da cioni e da lì in poi, finalmente il cinema, che negli anni ha continuato a vederlo legato all'amico. Indimenticabile rimane il suo Vitellozzo in Non ci resta che piangere, che vede per la prima e unica volta insieme sullo schermo Benigni e Massimo Troisi, così come il suo Bozzone di Berlinguer ti voglio bene, di cui infatti, appena è giunta la notizia della morte del comico, sui social network sono state postati spezzoni storici come la 'poesia': Noi semo quella razza. Uno degli ultimi impegni cinematografici è stato  Manuale d'amore 3, di Giovanni Veronesi

[di C. T.] tutte le news

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